SUPERAMENTO DEL LIMITE POLVERI SOTTILI NELL’ARIA.

Nel 2013 nelle tredici centraline della rete di monitoraggio dell’Arpa Lazio posizionate nella Capitale sono stati registrati nel complesso 350 sforamenti. (nota 1)

Roma Capitale sta facendo tutto il possibile per evitare danni alla salute dei cittadini?

La Cassazione (nota 2), stabilisce il principio che il diritto alla salute non deve essere tutelato solo a posteriori (in quanto il risarcimento a danno avvenuto non può reintegrare la perdita di salute), ma soprattutto va difeso in via preventiva attraverso l’eliminazione dei fattori.

Rientra tra le responsabilità degli amministratori locali competenti alla prevenzione sanitaria ed alla protezione dell’ambiente, quello di adottare misure idonee al contenimento dell’inquinamento atmosferico da polveri fini e particolato (pm10) e biossido di azoto (NO2) potenzialmente dannosi alla salute stessa.

Difatti il danno alla salute è costituzionalmente garantito e la prova di un comportamento prolungato omissivo dei soggetti tenuti a porre in essere ogni opportuna misura idonea a tutelare la sicurezza e l’incolumità in generale dei singoli e della collettività, costituisce una violazione del generale e prioritario principio del non ledere nessuno. Lo stato di degrado ed abbandono ambientale del territorio cittadino, può sostanziare un’azione giudiziale con richiesta di risarcimento dei danni biologici subiti dai cittadini.

Invece i pregiudizi connessi alla perdita della sola “fruibilità ambientalesenza ripercussioni, in termini di danno o di pericolo, sulla salute, non attendono ad un diritto costituzionalmente rilevante, sembrano risarcibili soltanto se il fatto che li ha determinati sia previsto come reato.

Si discute molto di mobilità sostenibile, di utilizzo della bicicletta nei centri urbani.

Roma ha approvato il biciplan (il piano della mobilità ciclistica) e ha da anni un ufficio dedicato alle biciclette: ma nella Capitale la bici è un mezzo di trasporto per appena una persona su 100. Gli uffici dedicati alle bici stanno svolgendo le funzioni per le quali erano stato preposti? Quanti cittadini sono a conoscenza dell’esistenza di tali Uffici?

Secondo il Dossier di Legambiente del 28.03.2014 (nota 4):
per essere un mezzo di trasporto a tutti gli effetti la bicicletta deve potersi spostare da un qualsiasi punto “x” a un qualsiasi punto “y” di una città.
Percorrendo esclusivamente le ciclabili questa possibilità è negata e in una città come Roma, ai ritmi di crescita attuali dei percorsi a due ruote, un ciclista dovrebbe aspettare secoli prima di avere strade riservate che lo portino ovunque senza impedimenti e interruzioni. La Capitale, infatti, ha 4.800 chilometri di strade municipali e 123 chilometri di ciclabili.
Aggiungendo una dozzina di chilometri pedalabili l’anno le due ruote avrebbero una rete viaria analoga a quella delle quattro ruote a motore soltanto dopo il 2410.
Lo stesso Dossier sostiene che sia necessario rendere una città a misura di pedoni, pedali e pendolari con una Rete Mobilità Nuova, che renda meno comodo l’utilizzo dell’auto e che renda la città fruibile a ciclisti e pedoni.

Roma Capitale ha approvato il PGTU lo strumento di programmazione a medio periodo e premessa strategica al PUM (Piano Urbano della Mobilità), il futuro sistema di infrastrutture a servizio della mobilità cittadina. Il documento suddivide il territorio in 6 zone che vanno da quella compresa nelle Mura Aureliane (zona 1), fino a Ostia (zona 6), passando per le aree delimitate rispettivamente dall’anello ferroviario (zona 2), dalla circonvallazione esterna (zona 3), dal GRA (zona 4) e per l’area extra GRA (zona 5).
Obiettivo primario del piano, la riduzione del traffico privato all’interno dell’anello ferroviario. L’ingresso all’area interna sarà regolamentato, dal 1° gennaio 2017, dal “bonus mobilità”, sul modello di numerose città europee tra cui – in Italia – Milano. Gli effetti previsti: aumento del 6% dell’uso dei mezzi pubblici, dal 28,9% al 34,8%, con 34mila spostamenti in più nell’ora di punta della mattina. Riduzione dell’uso dell’auto di quasi sette punti percentuali: dal 50% odierno al 43,3%. Riduzione dell’uso dei motoveicoli di 0,5 punti percentuali (- 3mila spostamenti rispetto ad oggi in ora di punta, la mattina). Aumento di 1,3 punti percentuali degli spostamenti a piedi e in bicicletta (+7500 rispetto alla situazione attuale).

E’ sufficiente questo piano a diminuire le polveri sottili riportandole definitivamente nei parametri di legge? Qual’è la proiezione sul beneficio ambientale qualora il piano andasse a buon fine nei termini prestabiliti?

nota 1 – fonte sito Web Repubblica http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/02/11/news/ambiente_a_roma_pm10_350_volte_oltre_i_limiti_nel_2013-78295158/

nota 2 – http://www.legambientecarrara.it/2008/05/03/polveri-sottili-una-sentenza-storica-sintesi-ragionata/

nota 3 – http://www.cortedicassazione.it/cassazione-resources/resources/cms/documents/Relazione_112_2010.pdf

nota 4 – http://www.legambiente.it/contenuti/comunicati/oltre-la-ciclabile-ecco-i-primi-risultati-dell-bici-della-ciclabilita

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